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- Il Dolce Sabotaggio Nonnico.
Mi capita spesso di lasciare Alberto e Giordana dai nonni ed è proprio l’ultima volta, che al mio ritorno, mi sono trovata di fronte a un vero e proprio scenario di anarchia…peggio di quando sono con me! Alberto era completamente immerso nel suo mondo digitale, mentre Giordana, sazia di cioccolatini, era ricoperta di cioccolato da capo a piedi. E la nonna, mia madre, ha anche osato chiedermi: "Ma stasera che mangia?". Come se ci fosse spazio per altro dopo quella maratona di cioccolato. Alla sua età non mi era permesso mangiare gelato al cioccolato per non sporcarmi e perché, a detta di altri, ero piuttosto in carne. Questo aneddoto, frequentemente raccontato dai miei genitori, narra di come mia nonna paterna, incaricata di non farmi mangiare il gelato al cioccolato, fallì splendidamente nella sua missione. Non solo lo mangiai, ma ne fui anche completamente estasiata. Ebbene sì, se questo non è sabotaggio! E allora, rifletto: i nonni sono forse gli anarchici del nucleo familiare moderno? La loro missione segreta sembra essere quella di sovvertire ogni regola educativa stabilita dai neo-genitori con meticolosità? Ma riflettendo su queste esperienze, mi rendo conto che dietro a queste apparenti "azioni di sabotaggio" si nasconde molto di più. Il cosiddetto "sabotaggio" dei nonni, in realtà, nasce da un profondo amore e dalla volontà di viziare i loro nipoti. Attraverso questi gesti, sembra che vogliano compensare ogni momento di severità vissuto con i propri figli, trasformando ogni incontro con i nipoti in un'occasione di festa. Questi comportamenti riflettono una complessità emotiva e relazionale che va ben oltre la semplice volontà di contravvenire alle regole parentali. La tendenza dei nonni a viziare i nipoti deriva da un profondo senso di amore e affetto. Il desiderio di coccolare e viziare può essere interpretato come un tentativo di bilanciare le rigidezze che forse hanno applicato nella crescita dei propri figli. I nonni vedono forse nei nipoti un'opportunità di riscatto? Un modo per esprimere un amore incondizionato senza le pressioni e le responsabilità che avevano come genitori? Avendo vissuto in contesti storico-sociali diversi, possono avere una prospettiva sull'educazione che porta a discrepanze sulle "regole" che ritengono importanti per il benessere dei nipoti. Quello che per i genitori può sembrare un atto di sovversione, per i nonni è l'espressione di un approccio educativo più permissivo e indulgente, convinti che viziare i nipoti con amore e attenzioni contribuisca positivamente alla loro crescita emotiva. La mia infanzia, rispetto all'esperienza dei miei figli, offre uno spaccato illuminante sulle mutevoli dinamiche familiari e sull'evoluzione delle pratiche educative attraverso le generazioni. Durante le estati, era normale per me trascorrere le mattine al mare con mia madre, per poi salire a casa con la babysitter prima di pranzo, lasciando mia madre a proseguire la sua giornata. Questo schema rifletteva un tempo in cui era comune affidare i bambini alle cure di babysitter o tate per gran parte della giornata, permettendo ai genitori di dedicarsi ad altre attività sapendo i propri figli in buone mani. Era un'espressione di un approccio più distaccato, nel quale l'indipendenza e la fiducia in figure di cura esterne alla famiglia nucleare erano viste come componenti naturali della crescita dei bambini. Contrastando marcatamente con questa pratica, oggi osservo una tendenza diversa nella mia vita e in quella di alcuni genitori contemporanei. I miei figli, per esempio, trascorrono molto più tempo con me e con il loro padre, piuttosto che con babysitter o altre figure di supporto esterne alla famiglia. Questo cambiamento sottolinea un'inclinazione verso un maggiore coinvolgimento dei genitori nella vita quotidiana dei propri figli, riflettendo una priorità verso la costruzione di legami familiari più stretti e un'attenzione costante al loro sviluppo ed educazione. Questa transizione dalle babysitter alla maggiore presenza genitoriale illustra non solo un cambio nelle preferenze personali ma anche un'evoluzione nelle norme sociali riguardanti l'educazione dei bambini. Sottolinea una crescente enfasi sulla qualità del tempo trascorso in famiglia, sulla sicurezza emotiva e sull'importanza di un ambiente familiare coeso per il benessere dei bambini. I nonni, che possono ricordare e magari ancora preferire le modalità educative del passato, possono trovare in questi cambiamenti un terreno di divergenza dalle proprie esperienze e convinzioni. Tuttavia, il loro "sabotaggio" può essere visto come un tentativo di amalgamare le pratiche del passato con il presente, cercando di arricchire l'esperienza dei nipoti con un senso di libertà e indipendenza che ritengono prezioso, proprio come fu per me nella mia infanzia. Per chi ha la fortuna di averli, il ruolo dei nonni nella vita dei nipoti rimane comunque insostituibile. Offrono una forma di amore che si distingue per la sua generosità e assenza di condizioni. Questi momenti di "sabotaggio" creano ricordi indimenticabili per i nipoti, rafforzando il legame affettivo e trasmettendo loro il senso di essere speciali e profondamente amati. La loro disponibilità a viziare i nipoti nasce da un desiderio di vedere la loro felicità, un regalo che va oltre qualsiasi cioccolatino extra o ora in più davanti ai videogiochi. La chiave per gestire queste dinamiche intergenerazionali risiede nella comunicazione e nel rispetto reciproco. È importante per i genitori esprimere le proprie preoccupazioni e aspettative, ma è altrettanto cruciale riconoscere il ruolo unico e prezioso che i nonni hanno nella vita dei loro nipoti. Forse un po' di "sabotaggio nonnico", che sperimento ancora grazie alla presenza di mia nonna, non è poi così male. I nonni, con i loro gesti d'amore, ci ricordano l'importanza di lasciare spazio all'imprevisto e alla gioia semplice. Arricchiscono la vita di tutti con un tocco di anarchia familiare che, a ben vedere, è qualcosa di cui non possiamo fare a meno.
- Il Riflesso di una Realtà più Complessa.
La giornata di oggi, trascorsa all'interno del percorso PCTO (Percorso per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento), mi ha lasciato con un misto di sentimenti contrastanti, dominati soprattutto da un profondo senso di disappunto nei confronti delle istituzioni scolastiche e formative. Avendo avuto l'opportunità di interagire direttamente con un gruppo di giovani studenti, età compresa tra i 16 e i 18 anni, ho potuto toccare con mano la loro incertezza, il loro disorientamento e il timore verso il futuro che li attende. Questa esperienza, lontana dalle aspettative e dagli ideali che si tendono ad associare a programmi educativi di questo tipo, solleva interrogativi profondi sullo stato attuale del nostro sistema educativo e sull'efficacia con cui prepariamo le giovani generazioni ad affrontare il mondo che li aspetta. Per due lunghe ore, mi sono trovata davanti a ragazzi e ragazze che, seppur dotati di potenzialità e talenti, sembravano smarriti, incapaci di comprendere appieno il motivo per cui avessero scelto il loro specifico indirizzo di studi. Nelle loro espressioni e nelle loro parole, ho letto un'ansia palpabile, un senso di timore per il futuro che va ben oltre la normale apprensione che si può provare a quell'età. Questo non è solo il sintomo di una crisi adolescenziale ma piuttosto il segnale di un sistema che sembra fallire nel suo compito più importante: orientare, motivare e ispirare i giovani. Il disappunto che provo non è rivolto verso questi studenti, che sono le vere vittime di questo scenario, ma verso le istituzioni che dovrebbero guidarli, sostenerli e fornire loro gli strumenti necessari per navigare con fiducia verso il futuro. È inaccettabile che, in un momento così cruciale del loro percorso formativo, molti di loro si sentano abbandonati, senza una chiara direzione o un senso di appartenenza verso il campo di studi che hanno scelto. Dove sono le misure di supporto? Dove è l'orientamento personalizzato che tiene conto delle inclinazioni individuali e delle passioni di ciascuno studente? Questa prima giornata di PCTO dovrebbe essere un'occasione per stimolare l'interesse, accendere la curiosità e instillare un senso di scopo nei cuori e nelle menti di questi ragazzi. Invece, ciò che ho visto è stata una conferma della distanza tra le aspettative degli studenti e la realtà dell'offerta formativa. Nel corso della giornata, ho avuto l'opportunità di ricevere feedback direttamente dagli insegnanti coinvolti nel percorso, e sono stata sorpresa di apprendere che, nonostante le mie percezioni iniziali, gli studenti hanno espresso un grande entusiasmo per questa prima giornata. Sembra che il cinema, con il suo fascino universale, abbia saputo catturare l'interesse di tutti, riuscendo a sollevare gli animi e a distogliere gli studenti, almeno temporaneamente, dalla routine quotidiana di un apprendimento spesso troppo passivo. Questa constatazione mi porta a confermare la potenza trasformativa dell'arte e la sua capacità di stimolare la mente e il cuore. La possibilità di essere "prelevati" dalla loro consueta routine scolastica e di essere immersi in un ambiente diverso, dove il cinema diventa uno strumento di esplorazione e di espressione, ha indubbiamente avuto un impatto positivo, rivelando un lato differente della medaglia. Seduti in quella classe, sui banchi e non “nei banchi di scuola”, gli studenti hanno espresso, a loro modo, un valore inestimabile e importante per la nostra società. Hanno dimostrato che, quando messi nelle condizioni giuste, possono mostrare un interesse genuino e una capacità di entusiasmo che va ben oltre le aspettative. Il vero problema non risiede tanto nei giovani, quanto nelle modalità con cui vengono solitamente coinvolti e stimolati dal sistema educativo. Si necessita di ripensare gli approcci didattici, valorizzando maggiormente l'interattività, la creatività e l'engagement emotivo nell'apprendimento. Se questa prima giornata di PCTO ha insegnato qualcosa, è che l'educazione può e deve essere un viaggio emozionante, capace di preparare i giovani non solo a un futuro professionale, ma anche a diventare cittadini consapevoli e partecipativi, pronti a contribuire attivamente alla società.
- Oltre le Apparenze: La Complessità Umana al di Fuori della Passerella di Moda.
Ispirata dalla visione del documentario "Coco Chanel – Senza segreti" su Sky, mi sono posta la domanda se l'idea di "avere una Chanel" o il desiderio di possedere un prodotto Chanel, come una borsa, un vestito o un profumo, vada oltre il semplice aspetto dell'abbigliamento o degli accessori di lusso. Rappresenta davvero solo un simbolo di status, eleganza e raffinatezza? La moda non è solamente una serie di abiti e accessori; è un linguaggio visivo che ci consente di esprimere chi siamo, cosa pensiamo e come ci sentiamo. Per me, la moda è una forma d'arte dell'espressione personale che va oltre il concetto di tendenza o convenzione. Molte persone considerano la moda come il semplice seguire acriticamente delle tendenze, ma io credo che sia molto di più. La moda è la possibilità di esprimere la nostra individualità attraverso il modo in cui ci vestiamo. Il mio stile personale (spesso oggetto di critiche ed opinioni) è sempre stato un mix di elementi eleganti e underground. Questo perché credo che non dobbiamo limitarci ad un solo aspetto della moda, ma possiamo abbracciare molteplici sfaccettature per creare un look che rifletta la nostra personalità. La moda è anche una forma di comunicazione silenziosa. Quando entriamo in una stanza, il nostro abbigliamento è spesso la prima cosa che le persone notano, e questo può trasmettere un messaggio potente. Quando ho avuto l'opportunità di lavorare nel settore dei profumi, ho imparato che la moda coinvolge tutti i sensi, incluso l'olfatto. La fragranza è un componente essenziale dell'esperienza complessiva della moda. È un dettaglio sottile ma potente che può completare un look e lasciare un'impressione duratura. L'esperienza nel settore del retail mi ha insegnato che ogni cliente ha un gusto unico, e l'arte sta nel comprendere le loro esigenze. Questa è una delle parti più gratificanti: contribuire a far sentire le persone al meglio, a proprio agio. Nel contesto della moda di lusso, l'aspirazione a possedere prodotti prestigiosi va ben oltre il semplice atto di acquistare beni. Questo desiderio è radicato nell'aspirazione umana alla bellezza, all'individualità e al riconoscimento sociale. La moda di lusso offre un veicolo attraverso il quale le persone possono esprimere la propria identità e il proprio status, e i testimonial celebri giocano un ruolo chiave nell'amplificare questo messaggio. Con le loro carriere di successo e le loro immagini di stile, queste celebrità e figure influenti offrono una visione attraente di ciò che è possibile raggiungere attraverso l'acquisto di prodotti di lusso. Il desiderio di possedere prodotti di lusso, come borse, vestiti o profumi di marchi prestigiosi come Chanel, va oltre il mero acquisto di oggetti costosi. Il sociologo Thorstein Veblen introdusse il concetto di "conspicuous consumption" (consumo conspicuo), suggerendo che le persone spesso acquistano beni di lusso non solo per le loro funzioni pratiche, ma anche per dimostrare il loro status e il loro successo agli altri. In altre parole, il possesso di articoli di lusso diventa un modo per comunicare il proprio valore sociale e la propria appartenenza a una classe privilegiata. Questo desiderio riflette una complessa intersezione tra la psicologia individuale e la società in cui viviamo. Il possesso di articoli di lusso può soddisfare una serie di bisogni psicologici profondi. Questi articoli possono fungere da simbolo di successo personale, consentendo alle persone di esprimere il proprio status sociale ed economico. L'acquisto di prodotti di lusso può anche essere visto come una ricompensa per il proprio lavoro duro e come un modo per aumentare l'autostima e la fiducia in se stessi. Inoltre, la psicologia del consumatore gioca un ruolo cruciale in questo desiderio. Il "hedonic treadmill" (tapis roulant edonico) è un concetto psicologico che suggerisce che le persone tendono a tornare rapidamente al loro livello di felicità abituale dopo un aumento temporaneo dovuto all'acquisto di beni materiali, inclusi prodotti di lusso. Questo fenomeno spiega come il desiderio di possedere prodotti costosi possa essere spinto dalla ricerca di brevi picchi di felicità o soddisfazione, anche se questi effetti sono di breve durata. I media e la cultura popolare influenzano significativamente il desiderio di prodotti di lusso. Celebrità, influencer e personaggi famosi spesso fungono da modelli di riferimento e promuovono l'aspirazione al lusso attraverso la loro immagine e il loro stile di vita. Gli annunci pubblicitari utilizzano strategie persuasive per associare prodotti di lusso a valori aspirazionali come bellezza (Charlize Theron, testimonial di J'adore di Dior), successo (Johnny Depp per Dior Sauvage) e status sociale (George Clooney, testimonial di Omega). Dall'altro lato, la società moderna spesso promuove l'idea che il possesso di beni di lusso sia sinonimo di bellezza, successo e raffinatezza. Questi marchi di alta moda sono spesso associati a celebrità, icone di stile e figure di successo, creando un forte desiderio di emulare tali modelli. Il desiderio di possedere prodotti di lusso è un fenomeno complesso influenzato da una combinazione di fattori socio-culturali e psicologici. Questo desiderio può soddisfare bisogni psicologici di status, autostima e aspirazione, ma può anche essere alimentato da influenze esterne come la pubblicità e la cultura dei media. La comprensione di questa dinamica aiuta a gettare luce sul comportamento di consumo umano nell'ambito della moda di lusso. Nonostante l'importanza che la moda riveste nella nostra società e la capacità di esprimere la nostra individualità attraverso il modo in cui ci vestiamo, non possiamo dimenticare il famoso modo di dire: "L'abito non fa il monaco". Questa espressione sottolinea come, nonostante la moda possa giocare un ruolo significativo nella nostra società e nella comunicazione di chi siamo, non dovrebbe mai essere l'unico criterio per giudicare la vera essenza di una persona. L'origine esatta di questa espressione rimane avvolta nel mistero, ma sembra emergere dalla saggezza popolare e dalle osservazioni sulla natura umana. Ciò che ci insegna è la necessità di guardare oltre le apparenze esterne e le prime impressioni per comprendere appieno chi è una persona. Un abbigliamento elegante o vistoso potrebbe nascondere un'anima insincera o poco autentica, mentre un abito semplice o trascurato potrebbe celare un cuore generoso e una personalità autentica. Il giudizio superficiale può essere ingiusto, e dovremmo dare a ogni individuo la possibilità di dimostrare chi è veramente, anziché basare il nostro giudizio esclusivamente su ciò che indossano o su come appaiono esternamente. È un simpatico promemoria a non emettere giudizi affrettati basati esclusivamente sulle apparenze, come se potessimo decifrare la complessità umana da una passerella di moda. Molte persone possono sfoggiare abiti alla moda o costosi, ma ciò non garantisce automaticamente che siano persone oneste, gentili o degne di fiducia. Allo stesso tempo, chiunque può scegliere un look sobrio o trascurato, ma nascondere un cuore generoso e un'intelligenza acuta. In definitiva, mentre la moda è un mezzo importante per esprimere noi stessi, è cruciale ricordare che il vero valore di una persona non può essere giudicato solo dall'abbigliamento che indossa.
- Il Movimento dell'Idiozia: Quando l’Ignoranza Distrugge.
Nel panorama artistico contemporaneo, assistiamo a un fenomeno inquietante: il vandalismo delle opere d'arte. Questo fenomeno, che ho definito "Movimento dell'Idiozia", minaccia il patrimonio culturale e la creatività umana, ponendo interrogativi profondi sul confine tra arte, attivismo e pura distruzione. La questione diventa particolarmente controversa quando azioni di vandalismo vengono perpetrate sotto la bandiera dell'attivismo ambientale. Gruppi come Ultima Generazione e Extinction Rebellion, per esempio, giustificano la distruzione di opere d'arte come mezzo per richiamare l'attenzione sulla crisi climatica. Tuttavia, questo approccio è ampiamente criticato per la sua violazione del patrimonio culturale, e solleva interrogativi sulla sua reale efficacia nel promuovere il cambiamento. Questo tipo di vandalismo artistico, pur riuscendo a catturare l'attenzione mediatica, rischia di alienare il pubblico e di distrarre dalle vere questioni ambientali. È necessario chiedersi se tali azioni non siano piuttosto controproducenti, distogliendo l'attenzione dalle soluzioni più etiche e pacifiche, come la sensibilizzazione, l'educazione e l'advocacy politica. Analizzando le cause di questo "Movimento dell'Idiozia", emergono due fattori principali: l'ignoranza verso il significato e il valore dell'arte, e una mancanza di rispetto per il patrimonio culturale. Questi atteggiamenti possono portare a comportamenti irresponsabili e dannosi. La perdita o il danneggiamento di un'opera d'arte è irreparabile. Ogni opera ha un valore unico e contribuisce alla storia culturale dell'umanità. La loro distruzione equivale a una perdita di identità e di memoria storica. Per proteggere il nostro patrimonio artistico, è fondamentale un impegno congiunto di società, musei, istituzioni culturali e autorità. Combattere l'ignoranza, promuovere la comprensione e adottare misure preventive sono passi essenziali per salvaguardare queste opere inestimabili. Tra gli attivisti che ricorrono al vandalismo, alcuni cercano visibilità mediatica, altri esprimono rabbia o disperazione, e altri ancora mirano a sfidare il sistema e le istituzioni responsabili di ingiustizie o crisi. La scelta di bersagliare opere d'arte può avere un significato simbolico, ma spesso è mal interpretata e controproducente. In contrasto con queste azioni, l'opera "Gioconda con i baffi" di Marcel Duchamp è un esempio eccezionale di come l'arte possa essere usata per sfidare e reinterpretare le convenzioni culturali e artistiche. Questa opera, creata nel 1919 e nota anche con il titolo "L.H.O.O.Q.", è una provocatoria rivisitazione della "Gioconda" di Leonardo da Vinci, uno dei dipinti più famosi e venerati nella storia dell'arte. Duchamp ha scelto una riproduzione a stampa della "Gioconda" e ha aggiunto baffi e un pizzetto all'immagine, trasformandola in un'opera dadaista. Il titolo, "L.H.O.O.Q.", è un gioco di parole in francese: quando le lettere vengono pronunciate in sequenza, suonano come "Elle a chaud au cul", che può essere tradotto come "Lei ha il culo caldo", un'espressione volgare che allude a una tensione sessuale. Questo gioco di parole è un esempio tipico dell'umorismo dadaista, che cerca di sfidare e sovvertire le norme culturali. L'opera di Duchamp non è solo un semplice gesto di ribellione o vandalismo. È una dichiarazione profonda sul ruolo e il significato dell'arte. Duchamp sfida il concetto di originalità e il culto del genio artistico che circonda figure come Leonardo da Vinci. Attraverso questa modificazione, Duchamp interroga il valore e la sacralità attribuiti alle opere d'arte, specialmente quelle considerate capolavori. La "Gioconda con i baffi" è anche un commento sulla percezione e sulla riproducibilità dell'arte nell'era moderna. Duchamp utilizza una riproduzione, piuttosto che l'originale, per sottolineare il ruolo della riproduzione di massa nella percezione dell'arte e per interrogarsi su cosa renda un'opera d'arte unica e significativa. Inoltre, l'opera è un esempio precoce di ciò che sarebbe diventato noto come arte concettuale, in cui l'idea e il concetto dietro l'opera sono più importanti della realizzazione fisica dell'opera stessa. Duchamp apre la strada a nuove forme di espressione artistica che superano i limiti della pittura e della scultura tradizionali. In questo contesto, la "Gioconda con i baffi" diventa un punto di riferimento fondamentale nella storia dell'arte moderna. L'opera di Duchamp dimostra come l'arte possa essere utilizzata per innescare un dialogo critico e per stimolare la riflessione su temi come l'autenticità, la riproducibilità, e il significato stesso dell'arte. Questa opera resta un simbolo potente della capacità dell'arte di sfidare, provocare e ispirare. È fondamentale riconoscere che l'arte, utilizzata come forma di protesta, può veicolare questioni di grande importanza. Tuttavia, diventa imperativo identificare e perseguire modalità di espressione che siano non solo efficaci, ma anche costruttive e rispettose del valore intrinseco dell'arte stessa. La storia dell'arte, come ci insegna Duchamp, è ricca di esempi dove l'arte funge da catalizzatore di cambiamento sociale e culturale in modi che rispettano e arricchiscono il nostro patrimonio. Preservare e valorizzare questo patrimonio è cruciale per mantenere viva la nostra storia e la nostra identità culturale.
- Sfortuna a Volte, Malocchio a Palla.
Hai mai provato quel senso di sfortuna che sembra inseguirti come uno spettro, un'entità invisibile pronta a gettare un'ombra sui tuoi giorni migliori? La sfiga è un fenomeno comune che, in varie forme, fa parte della vita di ognuno di noi. Ma cosa succede quando ci sentiamo costantemente sotto il peso della sfortuna? Come influisce la percezione degli altri, gli occhi addosso che sembrano seguire ogni nostro passo, sulle nostre vite? Ebbene sì, io sì! Molti non lo ammettono, non lo dicono, non ci si crede o non ci si vuole credere, ma ormai avverto il cosiddetto malocchio nell'aria da quest'estate. Invade il mio spazio vitale. La sfiga può manifestarsi in svariati modi, da piccoli inconvenienti a situazioni più impegnative, che sembrano sfuggire al nostro controllo. È come se una forza invisibile ci avvolgesse, resistendo tenacemente nonostante i nostri sforzi. Inizia così la mia indagine sulla natura della sfiga. Quando persistente o avvertita come tale, la sfiga può lasciare un'impronta significativa sul benessere emotivo e psicologico delle persone. L'incidenza prolungata di situazioni sfavorevoli può innescare una serie di conseguenze che vanno oltre la semplice casualità negativa degli eventi. Lo stress e l'ansia costante sono accomunati dalla presenza persistente della sfiga. L'incertezza legata a situazioni sfavorevoli può generare una tensione emotiva costante, impattando negativamente sulla qualità della vita e sulla capacità di affrontare le sfide quotidiane. Le situazioni sfortunate prolungate nel tempo possono contribuire allo sviluppo di sintomi depressivi. La percezione di essere costantemente colpiti dalla sfortuna può minare il morale e influenzare l'umore, compromettendo la motivazione e la gioia di vivere. La sfiga può minare l'autostima e influenzare l'auto percezione: le persone potrebbero iniziare a dubitare delle proprie capacità e a percepirsi come vittime di circostanze sfavorevoli, compromettendo così la fiducia in se stesse. La sua costante presenza può influire sulle relazioni interpersonali; le persone potrebbero diventare più riservate, irritabili o distanti, sfidando la connessione emotiva con gli altri. Per affrontare la sfiga, le persone adottano varie strategie di coping. Alcuni sviluppano meccanismi di difesa come la negazione, mentre altri cercano supporto sociale o praticano tecniche di gestione dello stress. In ogni caso, il percorso per liberarsi dal peso della sfortuna può essere un viaggio personale, ricco di scoperte e crescita. Sarà per le mie origini meridionali, sarà perché voglio crederci, ma il malocchio è una credenza radicata in me, così come nella cultura napoletana. Va oltre il semplice concetto di sfortuna. È intriso di significati culturali profondi, influenzando le dinamiche sociali e la percezione del destino in modi intricati. Il malocchio nella tradizione napoletana ha radici profonde che affondano nella storia e nella cultura del luogo. In particolare, ricerche etnografiche condotte da studiosi come Ernesto de Martino, antropologo italiano del XX secolo, hanno analizzato il fenomeno del malocchio e la sua importanza nelle credenze popolari del Sud Italia. Queste indagini rivelano la persistenza di antiche credenze e pratiche che si sono tramandate attraverso generazioni, evidenziando la loro connessione con il contesto storico e culturale. Il malocchio è simbolicamente connesso a concetti di invidia e negatività. Questi elementi sono stati approfonditi nelle opere di antropologi culturali come Margaret Mead e Clifford Geertz, i quali hanno evidenziato il significato culturale dei simboli e delle credenze. Nel contesto napoletano, il malocchio può simboleggiare la paura dell'invidia altrui e la necessità di proteggersi dalle energie negative. Si tratta di un elemento che va oltre la superstizione, diventando un aspetto intrinseco della psicologia collettiva, influenzando le interazioni sociali e la percezione del destino. In questo contesto, il malocchio diventa una sorta di filtro attraverso il quale la comunità napoletana interpreta e affronta la complessità delle relazioni interpersonali e delle dinamiche sociali. L'influenza del malocchio sulla percezione del destino può essere compresa considerando il lavoro di psicologi culturali come Richard Shweder e Hazel Markus. Questi studiosi hanno esplorato come le credenze culturali plasmino la visione del mondo e la percezione del destino individuale, mettendo in luce il ruolo cruciale delle credenze culturali nel fornire un quadro interpretativo per gli individui, influenzando la maniera in cui essi attribuiscono significato agli avvenimenti della loro vita. In questo contesto, il malocchio diventa una lente attraverso la quale la comunità napoletana elabora le sfide e le difficoltà. La credenza non è solo una superstizione, ma un elemento intrinseco che plasmando la prospettiva individuale, contribuisce a dare senso agli alti e bassi della vita. La percezione del destino si arricchisce così di elementi culturali, sottolineando quanto le credenze radicate possano modellare in profondità il modo in cui gli individui interpretano e affrontano le loro esperienze di vita. A parte le credenze personali o gli approcci socio cognitivi alla realtà dei fatti, credo fermamente nell'efficacia dei rituali come strumenti di difesa contro il malocchio. Gli studi etnografici che approfondiscono la pratica di tali rituali possono essere esplorati attraverso le opere di antropologi illustri come Victor Turner, che si è dedicato all'esame dei rituali nelle società umane. Nel contesto napoletano, i rituali svolgono un ruolo cruciale come meccanismo di difesa contro il malocchio, diventando una parte intrinseca della cultura locale. L'analisi approfondita di questi rituali fornisce una comprensione più profonda di come la comunità napoletana affronti e neutralizzi il potenziale impatto negativo del malocchio. I rituali diventano una sorta di linguaggio simbolico attraverso il quale la comunità esprime la necessità di protezione contro le energie negative. Questi gesti non solo rappresentano un tentativo di sfidare il malocchio, ma anche un modo tangibile in cui la cultura locale affronta le sfide spirituali e sociali. Diventano una forma di connessione collettiva, un modo attraverso il quale la comunità condivide e rafforza le proprie credenze e pratiche. E per chi, superstizioso come me, ho scoperto alcuni rimedi contro il malocchio, dove l'immaginazione e la creatività si fondono con la tradizione per tenere a bada quell'onnipresente spettro di sfortuna! Dal corno all'indovinare il malocchio in un uovo, nel fantastico mondo dei rituali di protezione, dove olio d'oliva e sale si uniscono in un balletto surreale per allontanare il malocchio. Nel vasto repertorio di rimedi contro il malocchio, emergono antiche pratiche intrise di simbolismo e tradizione. Uno di questi è il corno, un amuleto che si indossa come gioiello o si pone in casa come simbolo protettivo. Un altro rituale coinvolge l'utilizzo di olio d'oliva e sale, miscelati per creare un segno di croce sulla soglia delle porte; questo gesto simbolico rappresenta una sorta di barriera contro il malocchio, sottolineando la ricerca di protezione in pratiche quotidiane. La lettura dell'uovo costituisce un rituale affascinante, in cui un uovo viene passato sul corpo di chi è sospettato di essere affetto dal malocchio; successivamente, l'uovo viene rotto in un bicchiere d'acqua, e la sua forma o l'aspetto del tuorlo viene interpretato come un segno indicativo della presenza o assenza del malocchio. Queste tradizioni, ancorate nella cultura e nella credenza popolare, svelano un mondo ricco di simbolismo e significato, dove la lotta contro il malocchio si esprime attraverso gesti antichi e misteriosi.
- Ritorno all'Autenticità nel Marketing.
Nell'odierno scenario del marketing, l'utilizzo degli influencer si è affermato come un elemento centrale in molte strategie promozionali. Tuttavia, questa transizione dalle pratiche tradizionali ha generato problematiche legate a una gestione non regolamentata, mettendo a rischio l'autenticità delle campagne pubblicitarie online. Gli influencer, interpreti digitali degli storici testimonial e promoter, ricoprono un ruolo cruciale nell'instaurare connessioni personali e autentiche con il pubblico. Questo rappresenta un notevole avanzamento nelle strategie pubblicitarie, ma è essenziale esaminare la genesi e l'evoluzione di questo concetto nel tempo. Le origini degli influencer possono essere fatte risalire al concetto tradizionale di testimonial, utilizzato fin dai primi giorni del marketing, in cui figure famose o esperti del settore venivano impiegati per sfruttare la loro credibilità nella promozione di prodotti o servizi. Nei punti vendita, i promoter svolgevano un ruolo chiave, interagendo direttamente con i potenziali acquirenti e influenzandoli attraverso consigli personalizzati. Con l'avvento della tecnologia e dei social media, il concetto di testimonial ha subito una trasformazione radicale, dando vita agli influencer digitali. La peculiarità di questo cambiamento risiede nell'approccio più personale e autentico con cui gli influencer si connettono al loro pubblico, creando relazioni basate su contenuti personali e racconti di esperienze reali. Tuttavia, l'ampio utilizzo degli influencer ha portato a sfide significative riguardanti l'integrità e la trasparenza delle campagne pubblicitarie. Ciò che sembra un consiglio personale potrebbe essere, a volte, un annuncio mascherato. Questa deriva verso campagne preconfezionate ha compromesso l'autenticità delle interazioni degli influencer con il pubblico, trasformando rapporti genuini in annunci distanti dalla realtà. Questa deviazione ha minato la fiducia del pubblico, che si sente ingannato quando la genuinità attesa dagli influencer si trasforma in messaggi pubblicitari. Per preservare l'integrità del marketing degli influencer, è fondamentale ritornare a un equilibrio tra autenticità, trasparenza ed efficacia delle campagne pubblicitarie. Le agenzie di comunicazione hanno giocato un ruolo significativo nella deriva attuale del marketing degli influencer. Spesso, creano campagne che compromettono l'autenticità degli influencer, trasformando il loro rapporto personale con il pubblico in annunci distanti dalla realtà. Queste sfide nel marketing degli influencer riflettono una mancanza di comprensione del background tradizionale di alcune agenzie di comunicazione. Alcune di esse potrebbero non avere radici solide nelle pratiche di marketing consolidate nel tempo, trascurando l'importanza della storia e del passato di determinate discipline. Questo deficit di conoscenza si riflette nell'attuale deriva del settore, con molte agenzie che compromettono l'autenticità dei contenuti. La trasformazione dei rapporti personali in annunci distanti dalla realtà sottolinea la necessità critica di ristabilire l'equilibrio. Solo comprendendo appieno le fondamenta del marketing tradizionale, le agenzie possono contribuire in modo significativo a mantenere la fiducia del pubblico e garantire il successo delle strategie pubblicitarie nel lungo termine. Ristabilire questo equilibrio diventa cruciale per sostenere la fiducia del pubblico e assicurare il successo a lungo termine delle strategie pubblicitarie. La fiducia è fondamentale nel marketing degli influencer, influenzando direttamente la percezione dei consumatori sui prodotti o servizi promossi. La trasparenza nelle campagne pubblicitarie online è essenziale per assicurare l'autenticità delle interazioni degli influencer, prevenendo la minaccia alla fiducia causata dall'assenza di dichiarazioni chiare riguardo alla natura pubblicitaria del contenuto. In un contesto digitale sempre più consapevole, mantenere la trasparenza diventa non solo un imperativo etico, ma anche un elemento strategico per la sostenibilità delle relazioni influencer-pubblico. Attraverso la costruzione ed il mantenimento di rapporti autentici e trasparenti, il marketing degli influencer può prosperare nel lungo termine, preservando la fiducia del pubblico e la credibilità del settore.
- Il Potere trascendente della Musica.
In questo istante, mentre le parole prendono forma, le incalzanti note di Avicii con "Tough Love" (featuring Agnes & Vargas) mi avvolgono in un viaggio di esplorazione e riflessione. La musica ha il dono di attingere alle corde più intime dell'anima, di suscitare emozioni profonde e di trasportarci in mondi lontani. È una forza che può prendere il controllo delle nostre emozioni, guidandoci attraverso paesaggi sonori che ci fanno vibrare, regalandoci momenti di pura magia. "Tough Love" per me è un esempio perfetto. Con la sua fusione di suoni eterei e testi profondi, crea un'atmosfera che va oltre il semplice ascolto. È un'esperienza coinvolgente che mi avvolge e trasporta in un mondo di sensazioni. Ogni volta che ascolto questa canzone, mi trovo in un viaggio di scoperta e di connessione con il mio mondo interiore. È come se la musica mi guidasse attraverso un paesaggio emozionale, facendomi riflettere su quanto sia incredibile l'arte della musica, capace di toccare le corde più intime di chi la ascolta. Alcuni anni fa, ho avuto l'opportunità di lavorare ad un progetto con Louis Siciliano - Risonanza Empatica. Questa esperienza mi ha permesso di approfondire il motivo per cui la musica possiede un potere così straordinario. La musica è una forza universale che riesce a penetrare le profondità delle nostre emozioni, influenzando i nostri stati d'animo in maniera straordinaria. Questo potere non deriva da un singolo elemento, ma piuttosto da una combinazione di fattori che agiscono in sinergia per creare un'esperienza unica. Immagina di ascoltare una melodia che ti riporta indietro nel tempo, facendoti rivivere emozioni e ricordi legati a un momento speciale della tua vita. Questo è solo uno dei modi in cui la musica può connettersi direttamente con le tue emozioni, attivando parti del cervello strettamente legate al nostro mondo interiore. La musica non è solo una serie di note e ritmi, ma una forma di comunicazione universale che supera le barriere linguistiche. Trasmette emozioni e stati d'animo che a volte sono difficili da esprimere con le parole. È una lingua che parla direttamente al cuore e all'anima, creando una connessione profonda tra chi crea la musica e chi la ascolta. Ha la straordinaria capacità di influenzare il nostro stato fisico e mentale. Può accelerare o rallentare il nostro ritmo cardiaco, alterare il nostro respiro e persino influenzare la nostra tensione muscolare. Questo significa che può avere un impatto diretto sulla nostra energia e sulla nostra sensazione di rilassatezza o eccitazione. Quando si tratta di espressione artistica e creativa, la musica è una delle forme più potenti. Comporre o suonare musica permette di trasmettere emozioni e pensieri in modi che possono essere profondamente toccanti per chi ascolta. È un canale attraverso cui gli artisti possono condividere il loro mondo interiore con il pubblico, creando un legame emotivo unico. Fin dai primi momenti di vita, la musica è stata una presenza costante nella crescita di Alberto e Giordana. Ancor prima di vedere la luce, entrambi hanno condiviso con me il piacere di ascoltare una vasta gamma di generi musicali. Le note e le melodie circondano le nostre giornate, creando un legame speciale che si è sviluppato ancor prima della loro nascita. Questa premessa musicale credo abbia lasciato un'impronta indelebile nel loro sviluppo. Fin da piccoli, ho notato la loro affinità con il mondo sonoro che li circondava. Le melodie diventavano un modo per esprimere emozioni complesse, spesso fungendo da valvola di sfogo o fonte di conforto. È stato meraviglioso osservare come la musica sia diventata una parte integrante delle loro vite, influenzando i loro stati d'animo e offrendo loro un mezzo di espressione unico. Durante le giornate tranquille o quelle più turbolente, la musica è sempre lì per accompagnarli. È diventata una sorta di compagna affidabile, pronta a sollevare l'umore o a offrire una sosta di riflessione. La passione per le melodie cresce insieme a loro, diventando un elemento fondamentale nel loro sviluppo. La connessione con la musica continua a essere una parte significativa delle nostre vite. Sia che si tratti di momenti di gioia o di sfide da affrontare, la musica rimane un fedele alleato, pronto a offrire conforto, ispirazione e una via di fuga per l'anima. Ed è attraverso questa profonda connessione con la musica che esploriamo e a comprendiamo il mondo che ci circonda, arricchendo le nostre esperienze e arricchendo la loro crescita in modo straordinario. La musica è molto più di una semplice forma di intrattenimento. È una forza che può trasformare le nostre emozioni, stimolare la nostra creatività e connetterci con gli altri su un livello profondo. È un linguaggio universale che parla direttamente al cuore umano, creando un ponte tra le esperienze individuali e la condivisione di emozioni comuni.
- 2024: Karma, Determinazione e Mood Matrix.
Chi ha mai detto che il tempo vola solo quando ci si diverte o quando si ha una lista infinita di cose da fare? Il 2023 è passato veloce come un treno in corsa, ma senza la vivacità o l'entusiasmo di una vera corsa; è solo trascorso. È stato un anno fatto di alti e molti bassi, con sfide quotidiane che hanno dominato la routine, ma non è stato privo di un senso di crescita personale. Le giornate si sono susseguite a un ritmo sconcertante, ognuna portando con sé le sue difficoltà. Tuttavia, queste sfide quotidiane sono state come un catalizzatore, alimentando un desiderio irrefrenabile di cambiamento e crescita. Non è stato un anno di "vivere veloce e morire giovani", ma uno che ha lasciato il segno, plasmando prospettive diverse e aprendo varchi verso nuove opportunità. Nietzsche diceva che "Ciò che non ci uccide, ci rende più forti.”; ho compreso come il susseguirsi travolgente dei giorni mi abbia offerto un terreno fertile per una profonda riflessione su me stessa. Le difficoltà, nonostante abbiano permeato la mia routine, sono state catalizzatrici, spingendomi verso un desiderio irrefrenabile di cambiamento e sviluppo personale. Ho imparato a trasformare le avversità in forza, a trarre insegnamenti dalle sfide ed emergere più forte e più consapevole, plasmando nuove prospettive nonostante le difficoltà incontrate lungo il cammino. È stato un anno di cambiamenti sostanziali, in cui nuove regole hanno ridefinito il panorama, aprendo porte a nuove prospettive e permettendo una crescita e un cambiamento inaspettati. Questo periodo ha visto l'entrata in scena di nuovi protagonisti, creando un contesto di trasformazione dinamica. Per il 2024, credo che non ci siano profezie o destini predefiniti a cui possiamo attribuire la responsabilità delle nostre vite; siamo noi i principali artefici del nostro cammino. Credere in noi stessi, nelle nostre azioni e nelle scelte che facciamo è fondamentale per tracciare il tragitto del nostro percorso. Personalmente, credo nella forza della nostra volontà nel modellare il futuro, così come credo nel potere delle azioni passate nel determinare il presente. Credo nella buona sorte che, talvolta, ci offre opportunità inaspettate e nel karma, il concetto che le nostre azioni influenzano il nostro destino. Inoltre, credo anche in Matrix, interpretando la realtà e le nostre esperienze come parte di un sistema più ampio. Così, nel prossimo anno, continuerò a credere nel potere della determinazione personale nel plasmare il proprio destino, nella rilevanza delle azioni nel presente e nell'apertura mentale verso le complessità del mondo che ci circonda, alla ricerca di nuove prospettive e di un costante sviluppo personale.
- Il Saluto di Natale sulla Spiaggia di Napoli.
Nel clima festoso del Natale, spesso ci ritroviamo immersi in un vortice di attività e celebrazioni. Le scuole tradizionali organizzano eventi in cui i genitori assistono alle esibizioni dei loro figli, vestiti da renne o elfi, ballando, cantando o, come accadeva quando ero piccola, recitando a memoria la Livella di Totò per ricevere applausi e qualche regalo dai nonni. Ma la scuola dei miei figli ha adottato un'idea innovativa per celebrare questa stagione di gioia e condivisione. Insieme ai bambini e ai loro educatori, noi genitori ci siamo diretti verso una destinazione insolita: la spiaggia di Napoli, "Mappatela Beach" presso Rotonda Diaz. Il nostro obiettivo non era soltanto trascorrere la mattinata al mare con i bambini, ma partecipare attivamente a un gesto di responsabilità e insegnamento: la pulizia della spiaggia. Provveduti di guanti, sacchetti e tanta energia, ci siamo dedicati alla rimozione dei rifiuti, determinati a ridare, anche se in minima parte, la sua bellezza naturale a quel tratto di costa. Ciò che ha reso questa esperienza unica è stato il coinvolgimento attivo dei bambini. Non ci siamo fermati alla raccolta della variegata immondizia. I bambini hanno trasformato quel materiale in qualcosa di significativo. Guidati dalla loro fantasia e creatività, i bambini hanno dato vita a una miniatura della loro città. Conchiglie, pezzi di plastica e oggetti vari recuperati dalla spiaggia hanno preso forma nelle loro mani, diventando piazze, edifici e lampioni che caratterizzano il loro quotidiano. Questa attività non è stata solo un momento di svago, ma uno strumento pedagogico straordinario. Attraverso il gioco e la creazione, i bambini hanno appreso l'importanza dell'educazione civica in modo pratico e coinvolgente. Hanno sperimentato direttamente come il loro contributo possa influenzare positivamente l'ambiente e la comunità circostante. L'iniziativa ha rappresentato un insegnamento tangibile di responsabilità sociale, insegnando ai bambini il valore della cura e del rispetto per l'ambiente, promuovendo lo spirito collaborativo e il senso di appartenenza alla propria comunità. In un mondo spesso caotico e poco attento alla natura, osservare la determinazione e la creatività dei più giovani è stato un vero toccasana per lo spirito natalizio.
- Persino la Regina ha Bisogno di una Vicina.
L'attesa ansiosa di un ordine tramite Glovo si è trasformata in una frustrante esperienza di errore di consegna, deludendo il cliente. Sì, avete capito bene. Insieme al nostro ordine da Chalet Ciro, abbiamo ricevuto un pacchetto inaspettato, innescando una serie di tentativi per far pervenire la busta al suo destinatario originale. I nostri sforzi per risolvere il pasticcio sono stati complicati. Il tentativo di contattare il ristorante è stato come un labirinto senza via d'uscita poiché Puok (il ristorante coinvolto nella consegna errata) non aveva un numero di telefono. Ci siamo rivolti a Glovo per cercare di indirizzare il pasto smarrito al destinatario corretto, ma siamo stati accolti da una risposta che non aveva previsione per una situazione del genere. L'inefficacia della comunicazione e il supporto insufficiente da parte di Glovo hanno reso la situazione ancora più frustrante. È stato veramente spiacevole constatare che il destinatario effettivo di quella busta non ha ricevuto ciò che aveva ordinato o preparato con cura. Qui sta il nocciolo amaro dell'errore di consegna. La componente umana della situazione è emersa chiaramente: qualcuno è stato privato del proprio ordine, nonostante i nostri sforzi per correggere l'errore. Ci siamo trovati di fronte a una situazione per la quale sembrava non esserci un protocollo o una procedura stabilita per gestire un simile incidente. La risposta del servizio clienti di Glovo è stata deludente: una mancanza di soluzioni concrete o indicazioni su come risolvere la situazione. La mancanza di chiarezza e di un adeguato supporto da parte della piattaforma di consegna ha aggiunto ulteriore frustrazione. L'assenza di comunicazione efficace o di un canale dedicato per gestire incidenti simili ha reso la situazione ancora più complessa e deludente. Ci siamo ritrovati in una sorta di limbo sconcertante. Ci siamo identificati con il destinatario che non ha ricevuto il suo ordine. L'empatia per questa persona è diventata una componente significativa. Il nostro tentativo di risolvere l'errore è stato respinto con una risposta sconcertante da parte di Glovo: “Non possiamo farci niente, tenetevelo!”. Questa risposta ha aggiunto un livello di disillusione e indignazione alla situazione. Curiosamente, nella nostra disperata ricerca per capire chi fosse il destinatario della misteriosa busta - il cui cognome non era riportato - ci siamo resi conto di non conoscere davvero chi fosse. Un momento di illuminazione, forse ironico, ci ha colti mentre ci rendevamo conto che in realtà non eravamo abbastanza sociali nel nostro palazzo da conoscere tutti i residenti. Forse questo episodio dovrebbe spingerci a essere più socievoli e a conoscere meglio i vicini! Tutto sommato, persino la regina ha bisogno di una vicina. Anche se potremmo non essere regnanti, la connessione con i nostri vicini può essere altrettanto preziosa. Le attività quotidiane e le piccole situazioni impreviste come questa ci ricordano quanto sia importante la vicinanza e la comunità intorno a noi.
- Dal naso di Pinocchio alle ali di “Float”.
È diventato evidente che, nella mia famiglia, i film non sono solamente intrattenimento, ma strumenti pedagogici di grande valore. La visione di pellicole e cortometraggi non è solo un momento di svago, ma un'opportunità per imparare, riflettere e affrontare tematiche importanti. I film diventano così un mezzo attraverso il quale trasmettere valori, stimolare la discussione e promuovere lo sviluppo cognitivo ed emotivo, diventando parte integrante del nostro percorso educativo familiare. Film e i cartoni possono essere strumenti educativi potenti per insegnare concetti importanti come la diversità, l'amicizia, l'onestà, la risoluzione dei problemi e molti altri valori positivi. Coinvolgere i bambini in discussioni per aiutarli a comprendere meglio i temi e i messaggi presentati, aiuta i bambini a sviluppare le capacità di analisi e discernimento critico mentre si godono il mondo dei media. La scorsa sera protagonisti del nostro TV-Time sono stati "Pinocchio" e "Float". L'analisi delle reazioni di Alberto, un bambino di 5 anni, a queste narrazioni mi fornisce un affascinante sguardo sulla sua comprensione del mondo e sui concetti presentati nelle due storie. Il classico della Disney, Pinocchio, narra la storia di un burattino che aspira a diventare un ragazzo vero. Un elemento centrale della trama è il naso di Pinocchio che cresce ogni volta che dice una bugia. Tuttavia, la reazione del bambino al film è stata diversa: ha espresso il concetto che il naso di Pinocchio non può allungarsi nella vita reale poiché, secondo la sua comprensione, il naso di un bambino è come è e non può allungarsi. Questa interpretazione riflette la sua percezione realistica dei fenomeni fisici e il distinguo tra la realtà e la fantasia presentata nel film, senza cogliere la più ampia metafora legata al concetto di onestà. D'altra parte, il cortometraggio "Float" ha suscitato un dibattito sul motivo per cui il padre sembrava non volere il figlio. Questo corto prodotto dalla Pixar Animation Studios e distribuito da Walt Disney Studios racconta la storia di un bambino che può levitare, portando il padre a nasconderlo per paura del giudizio altrui. La reazione di Alberto potrebbe suggerire una riflessione sul tema delle differenze e dell'accettazione. L'analisi delle complesse dinamiche familiari e dei sentimenti di protezione e accettazione potrebbe costituire aspetti chiave emersi dalla visione di questo corto. Queste reazioni mi offrono l’opportunità di incoraggiare la riflessione, la discussione e la comprensione dei temi più sottili presenti nelle storie, contribuendo così allo sviluppo delle capacità critiche ed emotive dei miei figli. L'esposizione dei bambini a storie come "Pinocchio" e "Float" può rappresentare un'esperienza ricca di significato. Le reazioni e le interpretazioni dei bambini riflettono la loro comprensione del mondo, fornendo ai genitori l'occasione di stimolare la riflessione critica e di guidare i bambini attraverso concetti complessi, contribuendo in tal modo al loro sviluppo cognitivo ed emotivo. L'approccio cognitivo dei bambini nei confronti di film e storie può certamente evolversi nel corso del tempo, influenzato da diversi fattori come l'istruzione, la cultura e le esperienze personali. Questa evoluzione può portare a reinterpretazioni e cambiamenti significativi nelle percezioni e nelle interpretazioni delle storie nel corso degli anni.
- Dal Plebiscito alla Sensibilizzazione.
Il 20 novembre è una data cruciale in cui il mondo si unisce per celebrare la Giornata Internazionale dei Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, un'occasione fondamentale per riflettere sull'importanza di garantire i diritti fondamentali a tutti i bambini e agli adolescenti nel mondo. Quest'anno, ho deciso di partecipare attivamente alla manifestazione tenutasi in Piazza del Plebiscito, organizzata dalla scuola frequentata da Alberto e Giordana, rispettivamente in fase conclusiva dell'infanzia e nel primo anno di nido. La mia scelta di prendere parte all'evento è stata motivata dalla volontà di impegnarmi concretamente nella difesa dei diritti dei più giovani, offrendo un sostegno tangibile a questa causa così significativa. Non è solamente un modo per dimostrare solidarietà, ma costituisce anche un'importante occasione di educazione per me stessa, i miei figli e per coloro che mi circondano. Trasmettere ai miei figli, seppur così piccoli, l'importanza dell'attivismo civico e della difesa dei propri diritti, offre loro un esempio tangibile di coinvolgimento nella comunità a vantaggio di tutti. È comprensibile pensare che bambini di 5 e 2 anni potrebbero essere troppo piccoli per comprendere appieno concetti complessi riguardanti i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza o l'importanza delle manifestazioni e delle cause sociali. Tuttavia, è possibile introdurre loro concetti di base sulla gentilezza, sulla condivisione e sull'aiutare gli altri in modi più semplici e adatti alla loro età, evolvendo il messaggio gradualmente man mano che crescono. Ho voluto attribuire alla scelta di Piazza del Plebiscito, come luogo per celebrare la Giornata Internazionale dei Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, un significato simbolico. Questo spazio, carico di storia e di significato culturale, può essere interpretato come un luogo di convergenza, un punto di unione per la società. La scelta di questo luogo iconico potrebbe rappresentare l'importanza di prendere decisioni cruciali per il futuro dei bambini e degli adolescenti, coinvolgendo la collettività nel processo decisionale. Con la sua storia legata alla partecipazione popolare e alla democrazia, potrebbe essere un richiamo potente alla necessità di coinvolgere attivamente la società civile nella difesa dei diritti dei più giovani. Utilizzarla come sede per un evento che si focalizza sui diritti dell'infanzia potrebbe sottolineare l'importanza della partecipazione, dell'educazione civica e della democrazia anche per garantire i diritti dei bambini. Trasmette l’impegno tangibile e unificante verso un futuro migliore per le generazioni a venire. Tuttavia, durante la mia permanenza oggi in Piazza del Plebiscito, sono rimasta sconcertata dall'ignoranza e dall'apatia delle persone. Ingenuamente mi sarei aspettata una partecipazione passiva delle persone che camminavano accanto a quel cerchio di bambini, magari, semplicemente, ascoltando. Un anziano però mi ha chiesto, dopo avergli spiegato perché fossimo lì: “Cosa possono volere questi bambini? Che diritti possono mai avere...” con aria di superficialità e "strafottenza". Beh, auspico: “Il diritto di non averti come nonno”. E sebbene egoismo e ignoranza possano rappresentare degli ostacoli, è importante comprendere che sensibilizzare le persone su temi così cruciali richiede tempo e sforzi continui. La "CallToAction" della scuola si concretizza nel gesto simbolico di accendere una fiaccola in Piazza Plebiscito, come segno tangibile del nostro impegno per interrompere ogni forma di conflitto. È un invito a unire le nostre voci, a porre fine alla violenza e a garantire un futuro sicuro ai bambini in tutto il mondo. Promuovere e difendere i diritti dei bambini e degli adolescenti richiede un impegno individuale costante, anche quando il sostegno iniziale potrebbe essere limitato. Ogni passo compiuto per sensibilizzare e educare la società su queste tematiche è prezioso e può avere un impatto positivo nel lungo periodo. Strategie mirate a coinvolgere la comunità o raggiungere un pubblico più vasto, come l'uso dei social media, la collaborazione con altre organizzazioni o istituzioni locali, o la promozione di incontri educativi per informare la gente sui diritti dei bambini e degli adolescenti, possono contribuire a incrementare la partecipazione e la consapevolezza su questi temi. Queste azioni possono aiutare a creare una società più attenta e sensibile ai diritti dei giovani, favorendo un cambiamento positivo e duraturo.














