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  • giorgia dublino

L'arte perduta di guardare dove si mettono i piedi!

Per una breve passeggiata, che sembrava presagire momenti di tranquillità, mi sono nuovamente avventurata fuori casa con Bolt, il mio Golden Retriever, per il suo consueto giro. Avere un cane rappresenta certamente un privilegio, ma è anche una sfida impegnativa, piena di sorprese inattese. Questi momenti trascorsi insieme a Bolt diventano spesso occasioni di apprendimento, che mi permettono di osservare e riflettere sulle dinamiche del mondo intorno a me. La passeggiata di oggi, in particolare, ha trasformato un'apparente routine in un evento sconcertante ma purtroppo ricorrente.

Dopo aver camminato per un po', è arrivato il momento che ogni proprietario di cane conosce bene: Bolt ha deciso che era il momento di fare i suoi bisogni. Come sempre, mi sono preparata a raccogliere diligentemente, rispettando l'ambiente e le norme di civiltà che ci legano come comunità. Con Bolt posizionato strategicamente, per lasciare quanto più spazio possibile ai passanti, ho iniziato l'operazione di raccolta, accovacciandomi in una posizione che non lasciava dubbi sulle mie intenzioni.

Proprio in quel momento, una ragazza di circa 14-15 anni, completamente assorta dal suo iPhone e apparentemente sorda ai miei tentativi di avvertirla, si è avvicinata al nostro piccolo "cantiere". Nonostante lo spazio ristretto - del luogo dell'accaduto - e la mia evidente presenza, ha proseguito imperterrita, calpestando senza remore quello che Bolt aveva appena depositato, addirittura dando un calcetto involontario alla "sorpresa".

L'incidente mi ha portato a pormi una domanda: “…ma perché?”

Innanzitutto, il livello di distrazione che i dispositivi elettronici possono causare nei giovani (e non solo) è sorprendente. Sempre più persone sembrano vivere in una bolla, isolate dal mondo esterno, con una mancanza di consapevolezza dello spazio che li circonda che può portare a situazioni al limite dell'assurdo.

In secondo luogo, mi ha fatto riflettere sull'importanza dell'educazione civica e del rispetto per gli altri e per l'ambiente. Raccogliere i bisogni del proprio cane è un gesto di responsabilità civile, così come prestare attenzione a dove si cammina e rispettare lo spazio altrui.

Camminare a piedi, sia che si tratti di passeggiare con il proprio cane, accompagnare i figli, esplorare da soli o spingere un passeggino, è diventato un vero e proprio atto di sfida. La distrazione e l’inciviltà costante ha reso le strade e i marciapiedi degli spazi non solo fisici ma anche cognitivi, dove il semplice atto del camminare richiede una costante vigilanza. La semplice passeggiata, un tempo considerata un'attività rilassante e piacevole, ora richiede un livello di attenzione e di presenza mentale che riflette in modo sorprendente i cambiamenti del nostro tessuto sociale e delle nostre priorità individuali.

Ma il senso di comunità e rispetto reciproco? L'educazione civica e la consapevolezza ambientale devono essere insegnate e valorizzate fin dalla più tenera età.

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