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  • giorgia dublino

Mia Nonna, una naufraga digitale.

Mentre io scrivo email dall'iPhone, leggo le anteprime dei messaggi WhatsApp e penso a cosa pubblicare sui profili social dell’APS - tutto in contemporanea, sento la voce di mia nonna provenire dall'isola dei naufraghi digitali. Tra questi eroi quotidiani della resistenza analogica, spicca la figura di mia nonna, una donna che, nonostante l'avanzata inarrestabile del digitale, rimane saldamente ancorata alle sue abitudini, seppur opinabili.

Mia nonna vive una piccola avventura tecnologica ogni giorno. Non importa l'ora o chi sia appena entrato in casa, la sua richiesta è sempre la stessa: "Si è rotto di nuovo il televisore! Non si vede niente! Puoi aggiustarlo?" Non è chiaro se si tratti di un capriccio o di un errore nell'approccio tecnologico, ma è diventata un'abitudine. Premendo per errore il telecomando, finisce su un canale radio senza immagini, solo suono. E non importa quante volte le spieghi, "Guarda nonna, basta che premi il tasto 1!", nulla cambia; chiedere aiuto per sintonizzare il televisore è ormai una tradizione tanto radicata quanto mangiare pasta con la salsa e ricotta la domenica.

Questo episodio, apparentemente banale, riflette una realtà più ampia che affligge molte persone anziane. La tecnologia, che dovrebbe semplificare la vita, spesso si trasforma in una barriera anziché in un ponte, specialmente per chi non è cresciuto immerso in essa. Mentre i più giovani navigano agilmente tra app, streaming e social media, i naufraghi digitali come mia nonna si trovano spesso isolati in un mare di incomprensioni e frustrazioni.

Il caso di mia nonna è emblematico di come la tecnologia, anziché semplificare, può complicare la vita a chi non ha avuto la possibilità di adattarsi al suo ritmo. Ogni richiesta di aiuto per sintonizzare il televisore è un piccolo SOS nel vasto oceano digitale, un promemoria che, mentre emergono nuove tecnologie, c'è ancora chi lotta per mantenere a galla le proprie abitudini quotidiane.

In un mondo che valorizza l'innovazione e la velocità, storie come quella di mia nonna ci ricordano l'importanza dell'accessibilità e dell'inclusione. Mentre celebriamo i progressi tecnologici, non dimentichiamo di estendere una mano a chi sta ancora cercando di sintonizzarsi con i tempi, assicurandoci che nessuno venga lasciato indietro nel tumulto del progresso.

Riflettere sull'importanza dell'inclusione e dell'accessibilità tecnologica per garantire che nessuno venga lasciato indietro…mi fa pensare che nonna non è la sola naufraga digitale: quanti altri rimangono isolati tutto il giorno, ascoltando per errore la radio invece della loro amata trasmissione televisiva del mattino o del pomeriggio?

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