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  • giorgia dublino

Un pilastro alla volta.

Aggiornamento: 2 ott

La vita da mamma e imprenditrice è un'esperienza straordinaria, ricca di gioie e sfide. La mia avventura è stata arricchita da una preziosa prospettiva: ho conosciuto mio marito, Adriano, sul posto di lavoro. Per anni, abbiamo condiviso gli stessi ambienti lavorativi e spesso anche idee contrapposte su come affrontare determinate situazioni. I contrasti erano inevitabili, ma proprio da quei confronti è nata una dinamica speciale. Abbiamo imparato a rispettare le diverse prospettive e a trovare soluzioni innovative.

Quando la nostra relazione è passata dalla sfera lavorativa a quella personale, mi sono resa conto di quanto quel periodo di collaborazione abbia inciso positivamente sulla nostra comunicazione. Incontrarsi fuori dall'ufficio, con una nuova luce e un nuovo ruolo, è stato come scoprire un lato di Adriano che non avevo avuto modo di conoscere prima.

Oggi, quando ci troviamo di fronte a decisioni importanti o momenti di scontro, so di poter contare su una comprensione reciproca che va al di là del semplice rapporto familiare. Grazie a quella preziosa fase di lavoro insieme, riesco a vedere Adriano non solo come mio marito, ma anche come un partner di squadra, capace di affrontare le sfide insieme a me. Un elemento cruciale all'interno della nostra relazione è la capacità di comprensione reciproca in situazioni di tensione o di decisioni importanti.

Nonostante occasionali litigi seri, possiamo affermare che il nostro grado di fiducia e apertura nella comunicazione sia abbastanza solido. La fiducia nella comprensione reciproca denota un alto livello di empatia l'uno verso l'altro. Spesso siamo in grado di metterci nei panni dell'altro, di comprendere le prospettive e di rispettare le opinioni. Ci impegniamo per garantire che la comunicazione tra di noi sia efficace.

Il passaggio da una relazione strettamente lavorativa a una relazione personale ci ha permesso di sviluppare la capacità di vedere l'altro come un individuo completo, al di là del contesto professionale. Con l'arrivo del nostro bambino, abbiamo scoperto quanto possiamo contare l'uno sull'altro in momenti di tensione, implicando che la nostra relazione è caratterizzata da un forte legame affettivo. L'idea di affrontare le sfide come una squadra, come facevamo sul lavoro, ci consente di collaborare e lavorare insieme per superare gli ostacoli.

Nel nostro rapporto, emergono differenze nell'approccio alla risoluzione dei problemi e alla gestione delle difficoltà. Da un lato, c'è chi manifesta una mentalità più aperta, orientata verso una visione positiva delle situazioni critiche, e dall'altro, c'è chi potrebbe mostrare una prospettiva più conservatrice o prudente.

Chi ha una mentalità più aperta (me medesima :D) tende ad affrontare le sfide con entusiasmo e creatività. Questa mia prospettiva può portare a soluzioni innovative e a una gestione delle difficoltà con un approccio flessibile, sebbene potrebbe talvolta deviarmi e farmi sottovalutare i rischi potenziali associati a determinate decisioni. Dall’altra parte, la prospettiva più cauta tende a valutare attentamente le opzioni e a considerare le possibili implicazioni a lungo termine.

Il nostro approccio bilanciato, però, risulta al momento particolarmente efficace e la nostra esperienza professionale si è trasformata in uno dei pilastri per la vita familiare.

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