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  • giorgia dublino

Dal Plebiscito alla Sensibilizzazione.

Il 20 novembre è una data cruciale in cui il mondo si unisce per celebrare la Giornata Internazionale dei Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, un'occasione fondamentale per riflettere sull'importanza di garantire i diritti fondamentali a tutti i bambini e agli adolescenti nel mondo.

Quest'anno, ho deciso di partecipare attivamente alla manifestazione tenutasi in Piazza del Plebiscito, organizzata dalla scuola frequentata da Alberto e Giordana, rispettivamente in fase conclusiva dell'infanzia e nel primo anno di nido. La mia scelta di prendere parte all'evento è stata motivata dalla volontà di impegnarmi concretamente nella difesa dei diritti dei più giovani, offrendo un sostegno tangibile a questa causa così significativa. Non è solamente un modo per dimostrare solidarietà, ma costituisce anche un'importante occasione di educazione per me stessa, i miei figli e per coloro che mi circondano. Trasmettere ai miei figli, seppur così piccoli, l'importanza dell'attivismo civico e della difesa dei propri diritti, offre loro un esempio tangibile di coinvolgimento nella comunità a vantaggio di tutti.

È comprensibile pensare che bambini di 5 e 2 anni potrebbero essere troppo piccoli per comprendere appieno concetti complessi riguardanti i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza o l'importanza delle manifestazioni e delle cause sociali. Tuttavia, è possibile introdurre loro concetti di base sulla gentilezza, sulla condivisione e sull'aiutare gli altri in modi più semplici e adatti alla loro età, evolvendo il messaggio gradualmente man mano che crescono.

Ho voluto attribuire alla scelta di Piazza del Plebiscito, come luogo per celebrare la Giornata Internazionale dei Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, un significato simbolico. Questo spazio, carico di storia e di significato culturale, può essere interpretato come un luogo di convergenza, un punto di unione per la società. La scelta di questo luogo iconico potrebbe rappresentare l'importanza di prendere decisioni cruciali per il futuro dei bambini e degli adolescenti, coinvolgendo la collettività nel processo decisionale. Con la sua storia legata alla partecipazione popolare e alla democrazia, potrebbe essere un richiamo potente alla necessità di coinvolgere attivamente la società civile nella difesa dei diritti dei più giovani. Utilizzarla come sede per un evento che si focalizza sui diritti dell'infanzia potrebbe sottolineare l'importanza della partecipazione, dell'educazione civica e della democrazia anche per garantire i diritti dei bambini. Trasmette l’impegno tangibile e unificante verso un futuro migliore per le generazioni a venire.

Tuttavia, durante la mia permanenza oggi in Piazza del Plebiscito, sono rimasta sconcertata dall'ignoranza e dall'apatia delle persone. Ingenuamente mi sarei aspettata una partecipazione passiva delle persone che camminavano accanto a quel cerchio di bambini, magari, semplicemente, ascoltando. Un anziano però mi ha chiesto, dopo avergli spiegato perché fossimo lì: “Cosa possono volere questi bambini? Che diritti possono mai avere...” con aria di superficialità e "strafottenza". Beh, auspico: “Il diritto di non averti come nonno”.

E sebbene egoismo e ignoranza possano rappresentare degli ostacoli, è importante comprendere che sensibilizzare le persone su temi così cruciali richiede tempo e sforzi continui.

La "CallToAction" della scuola si concretizza nel gesto simbolico di accendere una fiaccola in Piazza Plebiscito, come segno tangibile del nostro impegno per interrompere ogni forma di conflitto. È un invito a unire le nostre voci, a porre fine alla violenza e a garantire un futuro sicuro ai bambini in tutto il mondo.

Promuovere e difendere i diritti dei bambini e degli adolescenti richiede un impegno individuale costante, anche quando il sostegno iniziale potrebbe essere limitato. Ogni passo compiuto per sensibilizzare e educare la società su queste tematiche è prezioso e può avere un impatto positivo nel lungo periodo.

Strategie mirate a coinvolgere la comunità o raggiungere un pubblico più vasto, come l'uso dei social media, la collaborazione con altre organizzazioni o istituzioni locali, o la promozione di incontri educativi per informare la gente sui diritti dei bambini e degli adolescenti, possono contribuire a incrementare la partecipazione e la consapevolezza su questi temi.

Queste azioni possono aiutare a creare una società più attenta e sensibile ai diritti dei giovani, favorendo un cambiamento positivo e duraturo.

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